Dieta Mima Digiuno

Dieta Mima Digiuno: cos'è, come funziona ed effetti

Dieta Mima Digiuno: cos'è, come funziona ed effetti

L'interesse dei ricercatori nella dieta non è un fatto scontato. Le ricerche che si sono concentrate sull'interazione tra dieta (intesa come regime alimentare abituale) e salute risalgono solo all'inizio dello scorso secolo, quando, in base a dati osservazionali, è parso chiaro che il regime alimentare svolga un ruolo di primo piano nel garantire la longevità e nel prevenire malattie cardio-vascolari o numerose forme di cancro.

Tuttavia, per la prima identificazione di un regime alimentare (e di regole generali) con effetto protettivo sulla salute è stato necessario attendere gli studi di Ancel Keys, professore universitario statunitense che, intorno agli anni '40, concentrò la propria attenzione sulla dieta seguita da persone che vivevano nell'area del Sud Italia e, più in generale, abbracciata dal bacino mediterraneo.

L'interesse dello studioso nacque dall'osservazione del fatto che tra gli abitanti del bacino mediterraneo, che seguivano un regime alimentare fondato sui medesimi principi, vi era un alto tasso di persone ultracentenarie.

Grazie all'osservazione dell'alimentazione seguita da queste popolazioni, infatti, lo studioso ha evidenziato l'importanza della Dieta Mediterranea. Il valore di questo regime alimentare è stato riconosciuto anche da importanti organizzazioni: l'UNESCO, ad esempio, le ha attribuito il titolo di patrimonio culturale.

Tuttavia, gli studi di Ancel Keys sono stati ulteriormente approfonditi e contestualizzati, e la piramide alimentare alla base della Dieta Mediterranea è stata rielaborata diverse volte, pur conservandone sempre i principi originari. E tra le ultime teorie che in parte si ricollegano ai principi della Dieta Mediterranea vi è la dieta Mima Digiuno.

Indice:

Un regime alimentare ipocalorico per restare a digiuno


Come già detto, la Dieta Mediterranea è stata fortemente associata alla conservazione della salute e all'allungamento dell'aspettativa di vita media, nonché alla prevenzione di diverse malattie, sia localizzate che sistemiche. Pertanto, è bene approfondirne i principi.

Il regime alimentare delle popolazioni studiate da Keys era basato principalmente su alimenti di origine vegetale. Sotto questo punto di vista, spicca l'importanza dei vegetali, consumati sia cotti che crudi, nonché dei cereali, prevalentemente integrali, che rappresentano le fondamenta della piramide alimentare.

Inoltre, queste popolazioni mostravano un importante consumo di frutta come principale dessert, e rigorosamente di stagione.

Per quanto riguarda l'apporto di proteine, queste provenivano principalmente da legumi e uova, mentre il consumo di carne (sia rossa che bianca) era solo occasionale e, in ogni caso, inferiore a quello di pesce.

Infine, queste popolazioni utilizzavano quasi esclusivamente olio di oliva come fonte di grassi, evitando invece burro e altri lipidi di origine animale.

Gli alimenti consumati dalle popolazioni del bacino mediterraneo, però, erano associati a un altro importante "ingrediente": l'attività fisica. Le persone che vivevano nell'area, infatti, avevano uno stile di vita prevalentemente rurale, quindi erano costantemente impegnate a consumare le energie acquisite con l'alimentazione nelle attività quotidiane.

Questo portava a un importante risultato: il bilancio energetico giornaliero era quasi nullo, il che permetteva alle persone di restare in normopeso e di non accumulare tessuto adiposo.

In quest'ottica, dunque, pareva evidente ai ricercatori che un regime calorico ristretto, con un bilancio giornaliero nullo, fosse associato a una maggiore longevità.

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Dieta Mima Digiuno, perché per vivere a lungo


È in questo contesto che si inseriscono gli studi del ricercatore Valter Longo, University of Southern California. Il ricercatore, infatti, ha osservato lo stile di vita di soggetti ecuadoriani affetti dalla sindrome di Laron, la quale provoca un deficit dell'ormone GH (anche noto con il nome di somatotropina).

L'osservazione sorprendente fu che nonostante queste persone consumassero molto tabacco e alcol, unitamente a cibo fritto, avessero un rischio di ammalarsi di cancro o di diverse forme di diabete estremamente basso, oltre a mostrare una vita relativamente longeva, in relazione alle abitudini quotidiane.

Poiché ciò avveniva nei soli soggetti ecuadoriani affetti dalla sindrome di Laron, lo studioso ha deciso di proseguire su questa strada, investigando ulteriormente sull'effetto e sui meccanismi legati all'ormone della crescita.

Dalle ricerche in merito è emerso che tra i fattori in grado di stimolare la produzione dell'ormone della crescita vi sia anche il consumo di proteine alimentari. E, secondo le ipotesi del professor Longo, ridurre l'ormone somatotropina favorirebbe una purificazione delle cellule, mediante la distruzione di quelle danneggiate. Al contrario, l'aumento della somatotropina "concentrerebbe" le energie sulla produzione di nuove cellule, piuttosto che sulla distruzione di quelle danneggiate.

Dieta Mima Digiuno, quali sono i possibili meccanismi alla base di questa dieta


Secondo il professor Longo, dunque, mimare il digiuno sarebbe correlato non solo a una minore produzione dell'ormone GH, ma anche alla prevenzione di diverse malattie, tra cui problemi cardio-vascolari, numerose forme di cancro e diabete mellito di tipo 2.

Il meccanismo alla base di tutti questi potenziali effetti, però, è sempre lo stesso: il controllo del bilancio tra cellule danneggiate e sane (a favore di queste ultime) piuttosto che la produzione di nuovi organelli, mediato dall'ormone GH.

I benefici della dieta mima digiuno: gli effetti osservati in condizioni sperimentali


Il professor Valter Longo ha dedicato molte risorse ed energie all'approfondimento dei meccanismi e allo studio degli effetti della dieta mima digiuno. Tuttavia, è bene precisare che al momento non vi è un consenso in merito agli effetti di questo regime alimentare sulla salute dell'uomo, dunque non è possibile giungere a conclusioni scientificamente provate e supportate.

Secondo gli studi di Longo, che ha somministrato la dieta mima digiuno a gruppi di topi, questo regime alimentare sarebbe in grado di ridurre la probabilità di ammalarsi di cancro del 50%, nonché aumentare la probabilità di manifestare un tumore benigno rispetto a uno maligno.

A ciò, poi, si aggiungerebbero anche la riduzione del grasso viscerale e la riduzione dei corpi chetonici, che sono indice di un elevato dispendio energetico a carico dei grassi.

Inoltre, sempre in base a studi effettuati sulle cavie, la dieta mima digiuno mostrerebbe una correlazione positiva con gli effetti della chemioterapia. Secondo gli studi effettuati dal gruppo di ricerca coordinato dal professor Longo, infatti, pare che la dieta mima digiuno rappresenti un "booster" per la chemioterapia, facilitando la distruzione delle cellule cancerogene e stimolando la crescita di quelle sane.

Tuttavia, è ancora una volta importante sottolineare che questi benefici non trovano attualmente riscontro sull'uomo, in quanto gli studi sono ancora in corso.

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Un esempio di dieta mima digiuno


Nonostante non sia ancora stata validata sull'uomo, è già disponibile una prima "formulazione" di dieta mima digiuno, proposta proprio dal professor Longo.

La dieta mima digiuno, che può essere seguita solo 3/4 volte all'anno, ha una durata complessiva di 5 giorni.

Durante il primo giorno, la dieta mima digiuno presenta un apporto calorico notevolmente ridotto rispetto agli standard consigliati per un adulto sano: si passa dalle 2000 alle 1000 kcal.

Le fonti energetiche di queste 1000 kcal devono essere così distribuite:
• 56% da grassi di tipo insaturo;
• 10% da proteine;
• 34% da carboidrati.

Nei giorni successivi, l'introito calorico scende progressivamente, fino ad azzerarsi. In tali giorni, infatti, è possibile assumere solo acqua.

Il professor Longo e il suo team hanno messo a punto un kit commerciale con dei pasti pre-confezionati per seguire adeguatamente il regime alimentare proposto.

Dieta mima digiuno, controversie e limitazioni


Benché la dieta sia stata ampiamente sponsorizzata dal dottor Longo e vi siano anche diversi libri a riguardo, attualmente non vi sono prove scientifiche sufficienti a sostegno dei risultati, che dunque restano solo teorie.

Ovviamente, ognuno è libero di provare e testare la dieta sulla propria persona, tuttavia è necessario fare delle precisazioni. In particolare, soggetti con problemi metabolici, sindromi e affetti da malattie dovrebbero consultare il proprio medico prima di ricorrere a questo regime alimentare. Lo scarso introito calorico e la mancanza di macro e micronutrienti per diversi giorni potrebbero provocare fame, stanchezza, debolezza e persino svenimenti. Inoltre, questi sintomi potrebbero aggravarsi ulteriormente in soggetti affetti da sindromi di varia natura.

In aggiunta, l'eccessiva produzione di corpi chetonici e la quasi totale assenza di zuccheri potrebbero sovraccaricare il fegato, provocando danni anche importanti.

Infine, vi è una forte discussione in merito alla dieta mima digiuno elaborata dal professor Longo, la quale ha avuto un fortissimo impatto mediatico.

Molti scettici - tra cui non pochi rappresentanti della comunità scientifica - hanno messo in dubbio l'attendibilità delle informazioni proposte dal professor Longo, e lo accusano di "sfruttare" i dati a proprio piacimento solo per un fine commerciale. Come già detto, infatti, il gruppo di ricerca ha messo a punto un preparato commerciale con lo scopo di aiutare gli interessati a seguire la dieta in maniera perfetta e senza commettere errori, in modo da massimizzare i (presunti) benefici.

Conclusioni

In definitiva, non può essere escluso che le teorie e la dieta mima digiuno del professor Longo possano avere un effetto sulla salute. I risultati ottenuti dai trial effettuati sulle cavie, nonché le prove in vitro, sembrano molto promettenti, dunque il regime dietetico proposto potrebbe effettivamente avere un effetto importante e interessante sulla salute dell'individuo.

Tuttavia, in assenza di prove concrete, tra cui trial clinici su un gruppo corposo di persone, non è possibile affermare in maniera univoca che la dieta porti benefici alla salute.

Ancora una volta, dunque, è importante ribadire che è possibile seguire la dieta, tuttavia è altrettanto fondamentale conoscerne rischi e limitazioni, al fine di prendere scelte consapevoli, che tengano in considerazione tutte le possibili variabili.

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